Il Manifesto per la riconquista dei programmi nazionali e la difesa della libertà d’insegnamento rilancia…
Tra gli aspetti più disastrosi dell’applicazione dei provvedimenti Gelmini e del caos che sta investendo le scuole c’è il pauroso abbassamento culturale in cui la scuola viene trascinata.
I tagli di organico, lo smembramento del Tempo Pieno e dei Moduli, i tagli di ore della cattedra di italiano alle medie, l’impossibilità di combinare gli orari, la sparizione delle compresenze … sono solo alcuni degli aspetti che portano con sè l’impossibilità di svolgere un programma degno di questo nome. Gli “incastri” di orari portano sempre più spesso, nella
scuola elementare, a non avere una sola mattinata intera alla settimana disponibile per insegnare italiano!
Sembra davvero che tutto sia stato calcolato e progettato nei minimi particolari: eliminare i programmi nazionali, tagliare i contenuti, abbassare il livello della preparazione richiesto per poi tagliare tutte le risorse e mettere le scuole nell’impossibilità di continuare a perseguire un buon livello.
Nel frattempo le leggi Gelmini e Brunetta avanzano e con esse l’attacco alla libettà di insegnamento.
Per questo, più che mai, è urgente riprendere in mano le iniziative del “Manifesto per la riconquista dei programmi nazionali e la difesa della libertà d’insegnamento” che erano culminate nell’Incontro Nazionale del maggio 2008, all’Università di Bologna, e con la richiesta di essere ricevuti dal Ministro.
Pubblichiamo quindi la nuova Lettera al ministro - la quarta - del comitato organizzativo del Manifesto con cui si rilancia la battaglia.
